Chiesa di Santa Maria della Misericordia
Chiesa di San Vito Martire
Convento di Santa Croce
Chiesa di Grazzano
Chiesa di San Giorgio
Palazzo Vescovile
Le architetture religiose
- Chiesa di Santa Maria della Misericordia, la chiesa madre sorge al centro del paese, in un’ampia piazza, fulcro della vita paesana. Fu costruita per volontà del vescovo Giuseppe Maria Zurlo nella seconda metà del Settecento: I lavori ebbero inizio nel 1757. La costruzione affiancava la vecchia chiesa del 1559, piccola per l’epoca e che non poteva contenere l’accresciuta popolazione del paese. Per mero caso nella vecchia e attigua chiesetta sono affiorati degli affreschi cinquecenteschi (alle spalle di quella che era la posizione presumibile del vecchio altare). Gli affreschi, tra altri motivi, rappresentano la Madonna in trono con ai lati San Pietro e San Giovanni. La chiesa madre fa parte dell’unico complesso che racchiude l’antica chiesetta del Cinquecento nonché il grande palazzo vescovile. Il sacro luogo è costituito dalla navata centrale e relativo altare cui fanno coro otto cappelle con altrettanti altari, coro ligneo, artistico organo a canne del 1874, numerosi quadri che vanno dal XVI al XVIII secolo e pulpito di marmi policromi su colonne in marmo rosso risalente al 1796.
- Chiesa di San Vito Martire in Partignano, è stata fondata nel centro della frazione nel 1878 a cura di Don Pasquale Santagata (membro di una delle famiglie più importanti di Partignano), mentre quella antica sita al margine dell’abitato (con circa mille anni di vita) è andata distrutta in occasione dell’ultimo conflitto mondiale. Ha una sola navata e quattro altari laterali: quello della famiglia Santagata, dedicato all’Addolorata, e quello dell’Annunziata a sinistra, quello di San Vito e del Sacro Cuore, a destra. Sull’altare maggiore troneggia Nostra Signora. La chiesa è dotata di un grande organo a canne, fatto installare dal parroco don Francesco Bovenzi. Le decorazioni interne furono eseguite al tempo del parroco don Fiore Branca (1919-1939).
- Convento Santa Croce, il vescovo Filippo Positano pose la prima pietra il 23 marzo 1731. La costruzione del Convento fu però rallentata dalla morte del fondatore: perciò fu portata a termine solo nel 1754. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione dell’attigua chiesa, compiuta nel 1760. Lo stradone che porta al Convento fu aperto nel 1777. Nel 1987, ai frati francescani sono subentrate le suore clarisse. Sulla porta d’ingresso nell’atrio si legge un distico in latino, la cui traduzione è la seguente: «Qui s’apre l’ingresso a tutti; s’apre ampia la strada della salvezza; orsù dunque, entra sotto questi sacri tetti.»
- Chiesa di Grazzano, la più antica, il suo nome è forse una volgarizzazione di “Gratarium” (cioè di Santa Maria delle grazie). Presenta l’abside rivolta ad oriente e si può facilmente osservare dalla strada che da Pignataro conduce alla Casilina. Per la sua costruzione, che risale almeno al Mille, fu usato del materiale proveniente dall’antica Cales. Le “Rationes decimarum Italiae” ne attestano l’esistenza al 1308. È strano che nel volume della Santa Visita del 1583, di Grazzano non si faccia menzione (forse a quell’epoca Grazzano non faceva parte della diocesi di Calvi). Dal 1644 essa risulta regolarmente visitata dal vescovo. Sulla parete dietro l’altare maggiore è dipinta l’immagine della Beata Vergine, opera fatta eseguire nel 1508 a devozione di Bernardino Canzano. Vi si celebrava la Messa ogni domenica per i contadini residenti nei dintorni, una festicciuola durante la settimana in albis nel Seicento, nel nostro secolo, invece, nel mese di ottobre. In parte restaurata a cura di don Pietro Pettrone, è stata danneggiata dal recente sisma del 1980, è ormai abbandonata.
- Chiesa di San Giorgio, sorge ai piedi dell’omonimo colle a nord del paese. Fu edificata sui resti di una villa romana del I secolo a.C., prima dell’anno Mille, tra l’VIII ed il IX secolo (presenta infatti caratteri bizantini) quando appunto in questa zona si erano formati vari agglomerati di casolari, costruiti probabilmente da Caleni, costretti ad abbandonare la propria patria, saccheggiata e devastata ripetutamente dai Saraceni. La chiesetta di San Giorgio fu la prima parrocchiale. La sua esistenza è testimoniata agli inizi del Trecento dalle Rationes Decimarum Italiae (anni 1308-1310). Continuò a fungere da parrocchia, anche quando a metà del Cinquecento, fu costruita una nuova chiesa nel centro abitato. Soltanto nel 1742, con la fondazione della collegiata nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, si decise di trasferire l’amministrazione dei Sacramenti da S. Giorgio a quest’ultima; il che avvenne però nel 1769. Così San Giorgio cessava di essere chiesa parrocchiale; ma vi si continuò a celebrare la messa ogni domenica e vi si riunivano mensilmente i “fratelli” della Confraternita intitolata al Santo Patrono. Danneggiata e chiusa a causa dei recenti sismi, è stata restaurata e se ne attende l’apertura. In origine la chiesetta doveva essere costituita da una sola navata ed era coperta a capriate. Inoltre è opinione dell’architetto Giovan Giuseppe Palumbo che in origine il campanile si innalzasse, come corpo a sé stante, ma sempre contiguo alla facciata della chiesetta, in corrispondenza della porta principale rivolta ad oriente. Verso il Quattro-Cinquecento poi fu aggiunta la navata al lato destro; fu aperta un’altra porta sul lato della parete sinistra che guarda a mezzogiorno; inoltre il campanile fu incorporato nella struttura della chiesetta con la costruzione di due vani ai lati dello stesso; la nuova facciata incluse così anche la metà inferiore del campanile e fu sormontata da volute stirate a dorso di delfino. La parete sinistra all’esterno fu rigonfiata per consolidamento. Infine, nell’Ottocento il soffitto a capriate fu chiuso da un cassettonato, sostituito alcuni decenni addietro da un soffitto liscio.
- Palazzo Vescovile, o Palazzo del Vescovo, fu eretto nei primi decenni del Seicento, per ospitare il Vescovo di Calvi, Gennaro I, che nel 1647, quando Calvi fu saccheggiata dal Diomede Carafa. Il Palazzo è adiacente alla Chiesa di Santa Maria della Misericordia e presenta numerose stanze, dove oggi vi è la sede degli Scout e del Catechismo parrocchiano.
Le Architetture Civili
- Palazzo Scorpio, fu costruito presumibilmente tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento ed era in origine di proprietà Cesare Bovenzi la cui figlia Annamaria andò sposa a Bartolomeo Alvino e da questi ebbe l’antico nome di casa Alvino così come la via, oggi Via Municipio. Al lato sinistro dell’ingresso la famiglia Alvino fece edificare una cappella, oggi sconsacrata, che ebbe il nome di S. Michele come rilevasi, anche, dall’ovale posto sull’antico ingresso e ancora visibile che rappresenta il Santo. La raffigurazione fu ordinata in occasione di una Santa Visita del 1718 dal Vescovo visitatore che la impose in ossequio al titolo che in essa si trasferiva di S. Michaelis Arcangeli appartenuto ad una cappella di Via del Caffè, oggi Via Regina Elena. La cappella di San Michele dal 1948 fu della Parrocchia dell’Addolorata, trasferita poi nel mese di settembre 1973 in Via Seuce. Il Palazzo Scorpio agli inizi del Novecento fu acquistato dalla famiglia proprietaria, riattato ed adibito a Casa Comunale. Oggi ospita tutti gli uffici dell’Ente, il Comando Dei Vigili Urbani e la sede della Protezione Civile.
- Piazza Umberto I, è la piazza principale del paese, nonché il luogo principale di aggregazione cittadino. Sulla piazza si affacciano numerosi bar e circoli culturali e militari, la Chiesa Madre e il Palazzo Vescovile. La piazza in origine era costituita da quel breve spazio di forma grosso modo circolare, nel quale oggi, confluiscono le vie Guindoli, Cavella e Delle Zite. Il primo ampliamento avvenne nel 1814: si aggiunse la zona a ridosso del circolo Unione, il secondo ampliamento fu effettuato sotto l’amministrazione del podestà Fusco, con l’acquisto del giardino del Vescovo.
- Borgo dei Cuntranommi, caratteristica e storica iniziativa culturale e urbanistica legata al centro storico. Essa è nata per valorizzare il patrimonio immateriale e la memoria storica del paese. Nel centro antico sono state affisse nel tempo delle targhe in ceramica o cartelli che indicano i soprannomi storici delle famiglie che abitavano o abitano tuttora in quei vicoli e cortili, trasformando il quartiere in un vero e vivo museo a cielo aperto.
Palazzo Scorpio
Piazza Umberto I
Borgo dei Cuntranommi
Parco San Giorgio
Villa Comunale
Panoramica ripresa dal “curvone”
Aree Naturali
- Parco San Giorgio, ristrutturato nella primavera del 2010, si trova ai piedi della collina di S.Pasquale e presenta tanti spazi per i bambini con giochi attrezzati, panchine, uno spiazzale per conferenze e feste estive. Esso ha sempre rappresentato un punto di aggregazione forte del paese ed oggi, dopo la ristrutturazione, vi sono molte famiglie che vi passano le caldi e afose giornate estive, cercando un po’ di tranquillità stando a contatto con la natura. Il nome deriva dal patrono di Pignataro Maggiore, San Giorgio Martire.
- Villa Comunale, si trova nella zona di Monteoliveto, davanti alla scuola elementare. Dominata da piante di aghifogli e altifusti, all’interno della Villa vi è eretto il monumento al Milite Ignoto, per ricordare le vittime pignataresi della prima e seconda guerra mondiale.
- Curvone, è un luogo caratteristico del paese, un tornante sulla via Monteoliveto che porta sulla collina di S. Pasquale. Negli anni è stato un punto di ritrovo per i giovani di Pignataro, in quanto da lì si gode di una interessante vista sia sul paese che su tutta la pianura campana.
Siti Archeologici
- Grotta dei Santi, si trova alla destra del Rio Lanzi, nel territorio del comune di Pignataro Maggiore ed al confine con quello di Calvi Risorta; fu ricavata scavando nel tufo poi intonacato ed affrescato. In epoca preromana fu presumibilmente utilizzata a scopo difensivo, per la sua prossimità ai confini caleni e più tardi ancora, con la nascita del cristianesimo, a scopo eremitico. La grotta, scavata nel tufo, è costituita da due ambienti e probabilmente, in epoca preromana, ebbe una funzione difensiva. Nel primo ambiente, trapezoidale e con le pareti inclinate verso l’interno, la parete di fondo è alta più di 2 m e forma un’iconostasi con piccola abside semicircolare. La grotta è decorata con numerosi affreschi dei secoli X e XI molto danneggiati dal tempo. Degne di nota tra le numerose figure e rappresentazioni quella del martirio di S. Lorenzo, la crocifissione e la leggenda di S. Silvestro (con il Papa nell’atto di respingere il dragone mentre in cielo appaiono i SS. Pietro e Paolo). Nel secondo ambiente, che si apre subito a destra dell’ingresso sono oggi visibili solo labili tracce di affreschi con rappresentazioni di Santi. Il sito, mal custodito, è stato oggetto di numerosi atti di vandalismo e saccheggio in cui, con l’utilizzo di motoseghe, trafficanti d’arte hanno portato via intere porzioni di affreschi rivendute probabilmente sul mercato nero.
- Il “Castellone”, spesso indicato come rudere o castello medievale, è un’antica struttura di Pignataro Maggiore risalente al 1100 circa. Costruita dai nobili Ranallo di Capua, la struttura presenta elementi neogotici con cisterne e dispensari. Storicamente serviva come magazzino per le derrate più che come residenza.
Grotta dei Santi
Castellone